Il codice etico aziendale è il documento che mette per iscritto i principi di comportamento a cui un’azienda e le sue persone si impegnano a rispettare nei rapporti interni ed esterni.
Molte aziende lo possiedono e lo pubblicano sul proprio sito, eppure spesso se lo dimenticano.
In certi casi è addirittura obbligatorio, in altri invece fa la differenza quando un cliente sceglie con chi deve lavorare.
E, in ogni caso, produce valore solo se le persone lo conoscono davvero.
In questo articolo vediamo quando serve farlo per legge, quando conviene comunque averlo e come evitare che resti un file isolato che nessuno apre.
1. Codice etico aziendale: quando è obbligatorio e quando conviene farlo
Ecco gli scenari in cui rientra la maggior parte delle aziende:
- Aziende con il Modello 231
Chi adotta il Modello 231 deve dotarsi di un codice etico aziendale, perché ne è parte integrante e serve a dimostrare l’impegno dell’azienda a prevenire i reati.
- Aziende che puntano alla certificazione sulla parità di genere
La UNI/PdR 125 richiede in modo esplicito un codice etico che affermi i principi di parità e inclusione, e senza quel documento la certificazione non arriva.
- Aziende che partecipano a bandi e gare d’appalto
Sempre più spesso il codice etico aziendale compare tra i requisiti richiesti per candidarsi (e la sua assenza esclude a monte un’azienda dalla partita).
- Tutte le altre aziende
Anche senza obbligo, il codice etico diventa un biglietto da visita in fase di selezione da parte di clienti e partner, che guardano con più fiducia a chi mette per iscritto le proprie regole.
Capire in quale di questi scenari ci si trova, è il primo passo per decidere con che priorità muoversi.
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2. A cosa serve davvero il codice etico aziendale
Il valore di questo documento si vede quando una persona si trova davanti a una decisione da prendere.
Un codice etico chiaro dice cosa l’azienda si aspetta di fronte a un regalo di un fornitore, a un conflitto di interessi o a una richiesta poco trasparente, per esempio.
Serve anche verso l’esterno, perché racconta a clienti e partner con quali principi l’azienda lavora, e questo pesa nelle trattative sempre di più.
C’è poi la funzione di tutela: in caso di contenzioso, il codice mostra che l’azienda ha definito i comportamenti corretti e li ha comunicati in tempo.
Tutto questo, però, vale a una sola condizione: che le persone conoscano il codice e lo applichino correttamente.
Ed è proprio qui che quasi tutte le aziende si fermano, perché il documento viene scritto e pubblicato, ma non arriva mai davvero a chi dovrebbe usarlo.
Il codice etico aziendale è il documento che mette per iscritto i principi di comportamento a cui un’azienda e le sue persone si impegnano a rispettare nei rapporti interni ed esterni.
3. Come rendere vivo il codice etico aziendale con la formazione
Far entrare il codice nella testa delle persone richiede formazione distribuita a tutti i livelli.
Ecco a chi va portato:
- Il vertice e i responsabili
Chi guida deve conoscere il codice a fondo, perché è il primo a doverlo rispettare e a doverne dare l’esempio davanti agli altri.
- Chi gestisce rapporti esterni
Le persone che trattano con fornitori, clienti e pubblica amministrazione incontrano ogni giorno le situazioni che il codice disciplina (e vanno preparate a riconoscerle).
- Tutte le persone dell’azienda
Ognuno deve sapere quali comportamenti l’azienda considera accettabili e a chi rivolgersi in caso di dubbio, affinché il codice diventi un punto di riferimento vero e proprio.
Accanto alla formazione, serve una prova concreta, perché in una verifica ispettiva o in un contenzioso la prima cosa che viene chiesta è dimostrare che le persone dentro l’azienda siano state formate sui contenuti del codice etico nel modo giusto.
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4. Syllog Compliance: il codice etico aziendale che esce dal cassetto
Il codice etico ha un nemico silenzioso, ed è il tempo.
Viene approvato, letto nei primi giorni da qualcuno, ma poi scivola via mentre le persone nuove arrivano senza averlo mai visto.
Un anno dopo, quel documento che doveva guidare i comportamenti è un file che solo pochi saprebbero ritrovare.
Syllog Compliance parte proprio dal codice etico che l’azienda ha già scritto e lo trasforma in un percorso formativo che le persone seguono, con esempi concreti delle situazioni che incontrano nel loro ruolo.
Chi presidia la conformità vede in una sezione di analytics chi l’ha completato, con quale punteggio e chi invece manca.
Il giorno in cui un ispettore o un giudice chiede la prova, quella prova esiste già con nome e data accanto.
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