Il termine per adeguarsi al Nuovo Accordo Stato-Regioni è scaduto il 24 maggio 2026 e molte società e aziende italiane non si sono ancora adeguate.
Ogni giorno che passa senza un percorso formativo conforme alle nuove disposizioni, aumenta l’esposizione al rischio di sanzioni in caso di ispezione, audit o infortunio.
La buona notizia, è che adeguarsi richiede molto meno tempo di quanto la maggior parte delle aziende pensi, a patto di usare gli strumenti giusti e di sapere esattamente dove intervenire, come vi spiegheremo tra poco.
1. Nuovo Accordo Stato-Regioni: tutte le novità che impattano sulle aziende
L’Accordo ha introdotto cambiamenti sostanziali che toccano figure e obblighi mai regolati prima.
Ecco il quadro completo delle novità operative:
- Obbligo formativo per il datore di lavoro (anche non RSPP)
Si tratta della novità più dirompente dell’intero Accordo.
Il percorso di aggiornamento del datore di lavoro RSPP è stato unificato a 8 ore ogni cinque anni, indipendentemente dal livello di rischio aziendale.
Chi non ha completato l’aggiornamento entro il 24 maggio, non può più esercitare il ruolo fino alla sua regolarizzazione.
Inoltre, per la prima volta, anche il datore di lavoro che non svolge il ruolo di RSPP è tenuto a completare un corso obbligatorio di 16 ore.
Fino al 24 maggio, questo obbligo non esisteva, ma ora riguarda tutti i datori di lavoro senza eccezioni.
- Aggiornamento biennale dei preposti (solo in presenza)
La periodicità dell’aggiornamento per i preposti è stata dimezzata rispetto al quadro precedente: da quinquennale a biennale, ogni due anni.
L’Accordo introduce inoltre un vincolo tassativo sulla modalità: le ore di aggiornamento devono essere svolte interamente in presenza, escludendo la possibilità dell’e-learning.
Per gli RSPP e ASPP esterni, l’obbligo di aggiornamento quinquennale resta confermato:
40 ore per gli RSPP, 20 ore per gli ASPP
La novità? Il Nuovo Accordo ha aggiornato i contenuti minimi e i criteri di validità dei percorsi formativi, richiedendo una verifica della coerenza con le nuove disposizioni.
- Dirigenti
L’Accordo conferma il percorso di 16 ore e l’aggiornamento quinquennale di 6 ore, ma aggiorna i contenuti minimi che il corso deve coprire per essere considerato conforme alle nuove disposizioni.
- Nuove attrezzature con patentino obbligatorio
L’Accordo ha esteso l’obbligo di abilitazione specifica ad attrezzature prima escluse dalla normativa, come i carriponte e i caricatori per la movimentazione dei materiali (CMM).
Le aziende che utilizzano queste attrezzature devono ora garantire che gli operatori abbiano completato il percorso di abilitazione previsto.
Il quadro, come vedete, è ampio e tocca quasi tutte le figure presenti in azienda: più si aspetta, più il numero di adeguamenti da gestire in parallelo cresce, insieme al rischio di sanzioni.
Mettersi rapidamente in pari, quindi, è un compito che non può più essere rimandato.
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2. Nuovo Accordo Stato-Regioni: come mettersi concretamente in regola (e subito)
L’adeguamento richiede interventi mirati sulle aree impattate dall’Accordo.
Ecco i passaggi operativi da affrontare nell’immediato:
- Mappare tutte le figure coinvolte dalle novità
Verificare quanti datori di lavoro, preposti, dirigenti, RSPP e ASPP esterni sono presenti in azienda e confrontare lo stato formativo di ciascuno con i nuovi requisiti, è il primo passo da compiere.
Senza questa fotografia iniziale, il piano di adeguamento parte alla cieca.
- Priorità al datore di lavoro non RSPP
L’obbligo delle 16 ore è completamente nuovo e per definizione nessun datore di lavoro non RSPP può essere già in regola, perché il requisito prima non esisteva.
Avviare questo percorso per primo, è la scelta più prudente.
- Pianificare l’aggiornamento biennale dei preposti in presenza
La cadenza dimezzata e il vincolo dell’aula richiedono una pianificazione logistica che l’e-learning non può risolvere.
Per le aziende con molti preposti su più sedi, organizzare le sessioni in presenza richiede anticipo e coordinamento.
- Verificare le abilitazioni sulle nuove attrezzature
Se l’azienda utilizza carriponte, caricatori per la movimentazione materiali o altre attrezzature ora soggette a patentino obbligatorio, è importante verificare che tutti gli operatori coinvolti abbiano completato il percorso di abilitazione previsto.
- Documentare ogni completamento in modo conforme
Ogni percorso deve produrre un registro individuale con data, durata, esito della verifica e attestato.
Senza questa documentazione, anche un corso completato può essere contestato.
La portata di questi interventi è gestibile, ma la finestra per agire senza pressione si restringe ogni giorno.
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👉 Formazione obbligatoria in azienda: guida aggiornata 2026
Più si aspetta, più il numero di adeguamenti da gestire in parallelo cresce, insieme al rischio di sanzioni.
3. Nuovo Accordo Stato-Regioni: cosa rischia chi non si è ancora adeguato
Rimandare l’adeguamento dopo il 24 maggio, è un’esposizione al rischio che cresce ogni giorno e che può manifestarsi in tre modi concreti:
1. Ispezione ordinaria
Gli ispettori verificano la conformità della formazione rispetto alla normativa vigente.
Un’azienda che presenta attestati basati sul vecchio quadro o che non ha ancora avviato l’aggiornamento di preposti, RSPP e datori di lavoro, risulta immediatamente non conforme, con emissione di prescrizione e termine per la regolarizzazione.
2. Infortunio
In caso di incidente sul lavoro, la verifica sullo stato della formazione è automatica.
Se il dipendente coinvolto risulta formato secondo un quadro normativo superato, la posizione del datore di lavoro si complica in modo rilevante perché l’obbligo era noto, la scadenza era pubblica e il tempo per adeguarsi c’era.
3. Sospensione delle qualifiche
Il datore di lavoro RSPP che non ha completato l’aggiornamento non può più esercitare le funzioni del ruolo.
L’azienda resta scoperta su una posizione obbligatoria fino alla regolarizzazione, amplificando l’esposizione su tutti gli altri fronti.
Nessuno di questi scenari è teorico.
Nel periodo immediatamente successivo a una scadenza importante, l’attenzione ispettiva si concentra proprio sulla verifica dell’adeguamento, rendendo i mesi tra giugno e dicembre 2026 una finestra ad alto rischio.
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4. Syllog e il nuovo Accordo Stato-Regioni: dalla non conformità a percorsi formativi pronti in pochi giorni
Il messaggio più importante se sei arrivato fino a questo punto è uno solo: adeguarsi è molto più veloce di quanto ci si aspetti, se si dispone dello strumento giusto.
Syllog permette di creare i percorsi formativi previsti dal nuovo Accordo Stato-Regioni (partendo direttamente dai documenti già presenti in azienda) e di avere un corso pronto per l’erogazione nel giro di pochi giorni.
Il corso delle 16 ore per i datori di lavoro non RSPP, gli aggiornamenti per dirigenti, RSPP e ASPP, la formazione sulle nuove attrezzature… ogni percorso erogabile in e-learning viene creato, distribuito e tracciato direttamente in piattaforma con registro individuale automatico (data, durata, esito e attestato conforme).
Per i preposti, il cui aggiornamento biennale richiede la presenza fisica, Syllog traccia comunque la scadenza individuale di ogni figura e segnala con preavviso i rinnovi in arrivo, consentendo a chi gestisce la formazione di organizzare le sessioni in aula con il giusto anticipo.
Per le aziende con più sedi, la piattaforma AI-first mostra in tempo reale chi è in regola e chi è ancora scoperto, figura per figura, sede per sede.
Il problema è reale, ma la soluzione è più rapida di quanto pensi.
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